11 Giu SIAMO QUASI AL RIDICOLO NASCONDENDOCI DIETRO UNA FINZIONE! (Gazzetta Tributaria n. 79/2026)
79 – La nuova disciplina temporanea delle agevolazioni per i dipendenti privato esagera nella dimensione dell’agevolazione camuffata!
Da circa una decina di anni nel settore privato esiste la possibilità di attribuire, entro certi requisiti formali, ai dipendenti un premio di produttività o una partecipazione agli utili con una tassazione agevolata.
La norma è nata nel 2015 con l’imposizione di una imposta sostitutiva IRPEF con un’aliquota 10% per un importo massimo annuale di € 2000 pro capite, e mano a mano sono stati ampliati i limiti di importo e diminuita l’aliquota dell’imposta sostitutiva.
Con l’ultima finanziaria (legge 30/12/2025 n.199) per gli anni 2026 e 2027 i limiti del “premio” annuale sono stati portati a € 5.000, e soprattutto l’aliquota dell’imposta sostitutiva è stata ridotta all’1%.
Avete letto bene: esistono redditi imponibili che scontano un’imposta personale dell’1%.
Vuol dire che il dipendente che merita il premio di produttività riceve € 5.000 pagando 50 euro d’imposta; dato però che si tratta di retribuzione vi sarà una contribuzione previdenziale piena, con un certo squilibrio!
Ma non basta: spesso le aziende godono di economie di scala e quindi possono disporre di benefit in natura che vengono attributi ai dipendenti a condizioni agevolate; ecco che sorge il desiderio di sapere se il premio di produttività, con l’incredibile agevolazione fiscale indicata, può anche essere goduto in natura.
Viene formulato un apposito interpello all’Agenzia che risponde tempestivamente e con la risoluzione n. 22 del 9 giugno 2026 conferma che anche le attribuzioni ai dipendenti di benefit in natura possono godere dell’agevolazione fiscale indicata.
Tenuto conto della media, certamente bassa, degli stipendi in Italia poter ricevere 5.000 euro di compenso sostanzialmente esente da imposte rappresenta un beneficio di grande rilevanza (siamo ad un “regalo” del 33%) e poter usufruire anche delle eventuali condizioni di favore aziendale per ricevere il benefit in natura rende il premio ancora più appetibile.
Ma forse per mantenere una certa serietà era meglio non ipotizzare un’aliquota di imposta sostitutiva IRPEF dell’1% – oltre la soglia del ridicolo.
Più volte si sottolinea come, silenziosamente, l’Italia stia andando verso un regime da paradiso fiscale (Imposta di sucessione limitata; benfit per i rimpatriati, case nel meridione con agevolazioni fiscali ecc) ora siamo all’aliquota IRPEF dell’1%, sia pure su certi premi.
E domani?
Ma la serietà della Costituzione che richiama la capacità contributiva individuale finisce annegata nel ridicolo del beneficio generalizzato che non si ha il coraggio di chiamare esenzione (aliquota dell’1%)!
Gazzetta Tributaria, 79, 11/06/2026
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