20 Apr LA SCOMMESSA DEL PERDONO FISCALE (Gazzetta Tributaria n. 55/2026)
55 – Un invito a valutare le opzioni possibili in materia di soluzioni fiscali agevolate e prospettive future
Naturalmente un serio professionista (e magari nella categoria entriamo anche noi!) non si abbandona a ipotesi più o meno fantasiose ma si limita a commentare norme esistenti e praticabili, però qualche trasgressione una tantum può essere consentita.
Purtuttavia non si deve tacere che l’imminenza della scadenza della c.d. rottamazione quinques (30 aprile 2026) impone di valutare alternative e sviluppi.
Intanto dobbiamo ricordare che in base alle attuali norme la scadenza del 30 aprile 2026, per le iscrizioni a ruolo passibili di intervento (iscrizione a ruolo entro il 31/12/2023, ma solo per cartelle derivanti da liquidazioni automatiche da dichiarazione e simili), è allo stato tassativa, anche se l’adesione dei contribuenti pare sia stata molto tiepida.
A complicare lo scenario risulta che quattro giorni fa in sede di Commissione Finanze della Camera la sottosegretaria Albano abbia affermato che non si può escludere una riapertura della Rottamazione quater per i soggetti che da questa erano decaduti; forse se tanto mi da tanto anche per la sorellina minore (l’ultima) i termini non devono essere considerati troppo tassativi!
Poi condividiamo con i lettori una considerazione che deriva da una lunga consuetudine in studio: il contenzioso rischia di crescere significativamente.
Ricordiamo che il 1° gennaio 2027 (e mancano solo 9 mesi!) entreranno in vigore tutti i testi unici del mondo tributario riformato, come ha voluto specificamente il vice ministro Maurizio Leo (ed è opera meritoria la sua!)
Quanti dei nostri lettori che forse hanno i capelli bianchi certamente ricordano che ogni grande (o meno grande) riforma tributaria è stata accompagnata da una qualche forma di sanatoria per limitare, magari cancellare, gli strascichi del passato, permettendo alle nuove norme di “farsi le ossa” in uno scenario rinfrescato e sgombro di retaggi del passato.
Possibile che, a settanta cinque anni dalla grande riforma degli anni 1972/73 (introduzione dell’IVA, IRPEF, regime totalizzante delle ritenute ecc.) vengano mantenute anche le scorie di questi anni?
Naturalmente sono solo considerazioni a ruota libera, senza alcuna consistenza sostanziale e senza ragionevole credibilità, ma insieme con la memoria della scadenza del 30 aprile 2026 forse è il caso di dare voce a tanti sussurri che da più parti si levano.
E vedremo nei prossimi mesi se si tratta solo di voci incontrollate o andiamo verso un nuovo mondo fiscale che vuole partire ex novo.
Gazzetta Tributaria 55, 20/04/2026
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