27 Mag E’ SEMPRE UNA COSA BELLISSIMA? (Gazzetta Tributaria n. 72/2026)
72 – Un decreto legge d’urgenza “esagera” nella misura degli interessi di dilazione!
Circa vent’anni fa il ministro Tommaso Padoa-Schioppa affermava ironicamente che le tasse sono una cosa bellissima e quindi pagarle è un piacere!
Anche allora era evidente la provocazione dell’affermazione, ed ora sorgono nuovi dubbi approfondendo il comportamento del legislatore nell’attuale scenario.
Tutti siamo ben consci che la materia delle formalità fiscali è particolarmente complessa e magmatica, e anche gli strumenti informatici non bastano per consentire una semplicità di comportamenti: di qui le continue richieste di proroghe, sanatorie e differimenti.
La primavera è notoriamente la stagione delle dichiarazioni fiscali ed ecco che tra maggio e giugno sono sempre più frequenti gli appelli per un rinvio di scadenze dichiarative, e di versamento, quasi un balletto rituale che compare sulla scena ogni anno.
Quindi, puntualmente anche per il 2026 il termine per i versamenti delle somme risultanti dalle dichiarazioni fiscali per, semplificando, le partite IVA è differito dal 30 giugno al 20 luglio 2026 (anche lo scorso anno ci siamo trovati in presenza di un differimento simile), secondo la portata del D. L. n. 89 del 22 maggio 2026, art. 6
Tutto secondo consuetudine? NO!, perché nel testo del citato articolo del decreto, che sarà esaminato dal Parlamento per la conversione, quasi nascosto, compare il raddoppio della misura dell’interesse per il differimento di trenta giorni del pagamento.
Il raddoppio, porta la misura di tale interesse allo 0,8% per un mese, e quindi del 9,6% in ragione d’anno.
In tutti gli altri casi vi è la possibilità di ritardare il pagamento di saldi o acconti di imposte di un mese con l’interesse del 0,4%, e il tasso è in tale misura da anni; improvvisamente in questo complicato 2026, quasi subdolamente, e solo per i versamenti di luglio, la misura dell’interesse viene raddoppiata!
Il 10% (quasi) annuo di interesse non è ancora misura sudamericana, ma certamente non dimostra le caratteristiche di una economia solida e diviene un significativo aggravio per le imprese; per confronto notiamo che lo stesso Stato Italiano offre sul mercato buoni del tesoro che rendono il 2% in ragione d’anno: ma allora con l’altra mano ha il coraggio di chiedere cinque volte tanto?
Probabilmente in sede di conversione del decreto vi saranno cambiamenti (deve avvenire entro il 21 luglio, e quindi se modificata la proposta di interesse “eccessivo” non vedrà applicazione (si dovrebbe applicare dal 21 luglio, appunto), ma da un lato non possiamo non sottolineare la cattiva immagine fornita e richiamare la memoria del ministro Padoa-Schioppa che si sta ricredendo sulle sue valutazione estetiche: le tasse, a volte, non sono una cosa bellissima!
Gazzetta Tributaria 72, 27/05/2026
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