CONTENZIOSO TRIBUTARIO: CURIOSITA’ E ANOMALIE (Gazzetta Tributaria n. 111/2026)

CONTENZIOSO TRIBUTARIO: CURIOSITA’ E ANOMALIE (Gazzetta Tributaria n. 111/2026)

111 – Un aggiornamento sullo stato del contenzioso tributario in cui il mondo della Gazzetta Tributaria è tanto coinvolto, e un commento personale!

 Da un paio di anni non informiamo i nostri lettori sulla dimensione e la variazione di quel MOLOCH del modo tributario che è costituito dal Contenziosi (Gazzetta Tributaria n. 86/2024).

Quindi diamo un po’ di numeri in termini assoluti e poi parcellizzati.

L’universo del mondo delle liti tributarie è costituito da una specie di “zoccolo duro” di quasi 250mila procedimenti che nei due gradi di giudizio tributario risultano pendenti alla fine di ogni trimestre.

Erano 240mila a fine marzo 2025, sono 235mila a fine marzo 2026, con un bilancio di 53mila giudizi proposti e 57mila definiti: questo vuol dire che le Corti di Giustizia Tributaria hanno lavorato meglio che in passato, ma che la dimensione è sempre rilevante!

Le controversie sono presenti per oltre i 3/5 in I° grado e per il resto in appello, con l’indicazione, quindi, che la maggior parte delle sentenze viene gravata di reclamo al secondo grado, forse anche perché l’Agenzia delle Entrate può stare in giudizio, fino al secondo grado, con propri funzionari e quindi non è soggetta al vaglio dell’Avvocatura di Stato.

Solo il 20% dei ricorsi presentati chiede anche la sospensione della riscossione, e questo è probabilmente derivante anche dal fatto che oltre la metà delle cause ha un valore non superiore a 5.000 euro (affermare l’esistenza di un periculum in mora quando la cifra in gioco è così limitata è veramente arduo); se aggreghiamo i ricorsi fino a 50.000 euro di valore siamo in presenza dell’85% delle liti presentate in primo grado.

Un mondo quindi polverizzato in una miriade di controversie “minori”.

Un aspetto critico nel mondo del contenzioso tributario è sempre rappresentato dall’Addebito delle spese di lite che dovrebbero seguire la soccombenza: possiamo notare che la criticabile consuetudine di compensare le spese tra le parti, qualunque sia l’esito della controversia, va diminuendo: era tale per il 50,9% dei ricorsi nel 2024, scende al 46,2% nel 2025 e rimane al 46,9% nel 2026; speriamo nella progressione!

Anche in secondo grado la compensazione scende dal 63,4% dei casi del 2024 al 55,7% del 2026!

Infine rileviamo che sia pure sommessamente i servizi telematici a distanza stanno ampliando propria la significatività: dei circa 73mila ricorsi discussi nel primo trimestre 2026 un terzo ha usufruito del collegamento da remoto, con una netta prevalenza dei collegamenti al nord, al sud e nelle isole i contribuenti sono in maggioranza in udienza (solo 28% del totale è collegato via web), mentre al nord si sfiora il 50%.

A chi scrive è capitato di ricevere una convocazione a Milano, per un’udienza cautelare con urgenza per il 24 agosto (in pieno periodo di sospensione feriale che può essere interrotta dall’urgenza!) con la notazione che non sarebbero state accettate richieste di collegamento da remoto se non per casi eccezionali!

Non resta che sperare nell’aria condizionata!

Gazzetta Tributaria, n. 111/2026, 30/7/2026

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