C’E’ QUALCOSA DI NUOVO OGGI NEL SOLE, ANZI D’ANTICO (Gazzetta Tributaria n. 106/2026)

C’E’ QUALCOSA DI NUOVO OGGI NEL SOLE, ANZI D’ANTICO (Gazzetta Tributaria n. 106/2026)

106 – Nuova sorprendente puntata dell’incredibile balletto in ordine al Registro dei Titolari effettivi.

 C’eravamo già interessati in passato (GAZZETTA TRIBUTARIA n. 112/2023, n. 147/2024, n. 163/2024) del balletto simbolico, per altro a livello dell’assurdo, che vede l’Italia, unico paese comunitario, a non avere ancora praticamente attivato il registro dei titolari effettivi dilla proprietà di quote o azioni.

L’obbligo di comunicare al Registro Imprese i titolari di determinati beni è stato imposto da una direttiva comunitaria del 2024, per contrasto al crimine, ma il timore di violare le varie norme a tutela della privacy sino ad ora ha impedito l’entrata in vigore effettiva della norma.

A seguito di ricorsi e contestazioni la normativa italiana non è mai stata resa applicabile, e anche la data del 23 luglio 2026, data di entrata in vigore del D.Lgs.122/2026 non segna un effettivo avvio dell’operatività.

Infatti mancano gli aggiornamenti alle specifiche tecniche e il relativo disciplinare, e quindi si dovrà attendere almeno ancora 60 giorni per poter saggiare la nuova normativa.

Incombono poi i ricorsi davanti il Consiglio di Stato per la precedente sospensione, e la prossima udienza di discussione sarà a maggio 2027.

Abbiamo preso a prestito da Giovanni Pascoli il famoso incipit della poesia “l’Aquilone” perché riteniamo che quel connubio tra passato e temporaneità ….qualcosa di nuovo….anzi d’antico sia una magistrale descrizione della situazione dell’operatore del diritto che si trova ad affrontare il problema della conoscenza del titolare effettivo di determinati beni (azioni o quote).

Il registro non sarà accessibile a tutti, ma solo da coloro che avranno motivi professionali per acquisire informazioni: tra questi, per esempio, per espresso richiamo della norma i giornalisti iscritti all’Albo, e tra questi vi sono i pubblicisti che non fanno in esclusiva la professione giornalistica: per questi ultimi certamente si porrà il dubbio sulle legittimità delle informazioni!

Vi è poi il problema, attualmente insolubile, dei trust, che non sono regolati dalla legge italiana ma da applicazione di leggi straniere: che hanno a che fare questi ordinamenti con il nostro diritto di informazione?

Il balletto sulla conoscibilità del titolare effettivo, quindi, non ha neppure abbassato il sipario del primo tempo, e per giungere alla fine dovranno ancora svolgersi chissà quanti nuovi quadri imprevisti.

 QUALCOSA DI NUOVO, …ANZI D’ANTICO!

Gazzetta Tributaria, n. 106, 24/7/2026

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