17 Set STORIA DELLA GABBIANELLA CON UN GATTO FISCALE (Gazzetta Tributaria n. 158/2025)
158 – L’Agenzia specifica la separazione tra la condizione di familiare a carico e la spettanza della detrazione.
Chiediamo scusa a LUIS SEPULVEDA, scrittore cileno mancato qualche anno fa, per avere preso spunto dal titolo della sua “fiaba” di circa trent’anni fa Storia della Gabbianella e del Gatto che le insegnò a volare, per commentare una recente precisazione dell’Agenzia. Quella cilena è una storia molto dolce di collaborazione tra specie animali diverse e anche con gli uomini (!) per consentire alla gabbianella orfana di prendere il suo posto nella società; la risposta dell’Agenzia si avvicina a quel mondo di inoccupati nullafacenti che invece rappresenta un fallimento della nostra società.
Per tornare agli argomenti professionali viene richiesto se al compimento del 30° anno di età cessa il diritto alla detrazione ed alla deduzione delle spese sostenute per un figlio a carico ultra trentenne convivente.
Il commentatore distratto sobbalza, e successivamente verifica che solo con la legge di bilancio 2025 è stato stabilito il limite di 30 anni per poter godere della detrazione prevista dall’art.12 TUIR per i familiari a carico, ma tale limitazione temporale è limitata alla detrazione in parola, e non interferisce con le eventuali deduzioni.
Con la risposta n. 243 del 15 settembre 2025 l’Agenzia specifica che il limite dei trent’anni vale ai fini dell’applicazione della detrazione per carichi di famiglia, ma che la qualifica di figlio a carico è legata alla sola dimensione del reddito del figlio convivente (inferiore a € 2.840,51 all’anno).
Quindi le spese di istruzione, interessi passivi, spese mediche sostenute da un genitore nell’interesse del figlio “a carico” ultratrentenne e di scarso reddito resteranno deducibili per il genitore che le ha erogate.
Da genitore e nonno il vostro commentatore, nel prendere atto che la connotazione di familiare a carico è separata dalla detrazione per “carichi di famiglia, perché quest’ultima svanisce con il compimento del trentesimo anno di età del figlio (e la ragione del diverso trattamento non è ben chiara!) come moto spontaneo spera che vi sia anche nel nostro mondo fiscale un gatto che come il protagonista di Sepulveda insegni al nostro trentenne “ a carico” a volare, assumendo nella società quel ruolo di indipendenza, anche fiscale, che può essere proprio.
Certamente vi sono circostanze non volute che rendono difficile volare da soli, ma un bel gattone “fiscale” potrebbe dare la spinta necessaria per rendere inutile anche la separazione delle situazioni che propone l’Agenzia.
Naturalmente queste considerazioni ironiche non si riferiscono ai casi di fattispecie connotate da disabilità, per le quali gli aiuti anche fiscali non sono mai troppi.
Ma negli altri casi una collaborazione per insegnare a volare può essere opportuna!
Gazzetta Tributaria 158, 17/09/2025
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