23 Mar NUOVO PHISHING FISCALE …….. E SCUSATE L’AUTO COMPIACIMENTO! (Gazzetta Tributaria n. 43/2026)
43 – Si ripete l’allarme per i tentativi di truffe informatiche, e l’Agenzia accoglie il suggerimento che per primi abbiamo dato con la GAZZETTA TRIBUTARIA n. 41/26
Settimana scorsa abbiamo riferito di un tentativo di acquisire i dati dei contribuenti con un messaggio esca che grazie alla ripetizione automatica riesce prima o poi a superare i vari programmi di protezione (firewall) dei nostri computer, e ingannando il destinatario carpire i dati personali.
Speriamo che i nostri lettori abbiano percepito che l’attenzione dell’utente veniva raccomandato di focalizzare non tanto nell’accantonare il messaggio quanto nel verificare l’indirizzo del mittente, che cercava di camuffare la provenienza dall’Agenzia delle Entrate!
Questa nostra raccomandazione, dettata anche da una collaudata esperienza, è stata evidentemente apprezzata dall’organo ufficiale proprio dell’Agenzia delle Entrate, che nel numero di FISCO OGGI del 23 marzo 2026 commentando un nuovo tentativo di phishing titola: “occhio al falso indirizzo dell’Agenzia”
Il nostro suggerimento di una settimana prima ha trovato, quindi, la piena condivisione di FISCO OGGI, che dedica buona pare del proprio articolo a segnalare che i truffatori stanno diventando sempre più sofisticati e nel caso in questione hanno usato un indirizzo “@agenzia-entrate\(.)com.” che ricorda molto quello vero dell’Agenzia: “@agenziaentrate.gov.it”.
Tutta l’attenzione del contribuente, quindi, ricevendo un messaggio che sembra provenire dall’Agenzia, deve essere concentrata sulla verifica dell’indirizzo di provenienza, che deve essere chiaro e conosciuto.
Nell’ambito della collaborazione da sempre privilegiata dalle nostre colonne non possiamo che compiacerci per avere anticipato anche l’Agenzia nel segnalare l’importanza della verifica approfondita dell’indirizzo di provenienza del messaggio – esca.
Metteremo la stessa attenzione nel segnalare quando i tecnici “birichini” avranno escogitato il programma per camuffare gli indirizzi, e non escludiamo che a questo prima o poi si giunga data la sofisticazione dei procedimenti informatici.
Tra questa forma moderna di pesca all’amo e di tentativi di scavalcamento delle protezioni arriveremo a rimpiangere il “vecchio” piccione viaggiatore, che almeno dopo aver consegnato il messaggio finiva in pentola (non per niente nella quantificazione del rendimento fiscale dell’allevamento di animali l’unità di misura è il piccione)
Gazzetta Tributaria 43, 23/03/2026
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