18 Mar LA MONETA “PER GIOCO” PUO’ PAGARE L’IVA (Gazzetta Tributaria n. 39/2026)
39 – Deve intervenire la Corte di Giustizia Europea per stabilire i confini dell’applicazione dell’IVA al gioco.
Il mondo dell’esenzione da IVA è da sempre foriero di complicazioni, aspettative e tentativi di forzature, dato che l’aliquota dell’IVA è generalmente elevata e una esenzione può tranquillamente superare un quarto del corrispettivo previsto!
Lo studio dell’art.10 della legge IVA, uno dei più dinamici perché ci mettono mano continuamente, riserva sempre sorprese!.
Così è capitato di recente che una vertenza nata in Lituania ha mosso i vertici europei per giungere ad una chiarimento che vale per tutte le fattispecie dell’Unione: le unità di valuta virtuale usate nelle piattaforme di gioco, sia esso ludico o di azzardo non sono denaro e quindi la loro gestione e il loro trasferimento costituisce una prestazione di servizi soggetta ad IVA non potendo godere dell’esenzione stabilita per il denaro.
La vicenda, che è stata risolta dalla pronuncia C-472/2024 del 5 marzo 2026 della Corte di Giustizia UE ha definito che il concetto di esenzione IVA per le operazioni di valute riguarda solo quelle aventi corso legale, mentre le piattaforme usano in genere valute “di comodo” conto oro e simili per mettere a disposizione del giocatore un certo numero di passaggi sulla piattaforma, e per riceve tali valute virtuali si pagano importi comprensivi di commissioni.
La controversia che è sorta in Lituania può essere facilmente estesa a tutto il mondo del gioco virtuale, in cui i clienti “acquistano” dalla società di gestione i mezzi per partecipare al gioco.
Escludendo quindi la valuta virtuale dall’ambito delle valute a corso legale la pronuncia della Corte di Giustizia assesta un colpo definitivo a questo mercato, sia pure marginale, perché afferma che la base imponibile dell’imposta IVA deve essere l’intero corrispettivo cambiato in valuta virtuale.
Questo vuol dire che se per giocare partite da 1 euro debbo spendere almeno 1,2 euro per assolvere anche l’IVA, il mercato di tali svaghi viene ridimensionato!
Sarà complesso, e data la relativa attualità della sentenza citata, che è uscita settimana scorsa è comprensibile, creare il sistema di verifica di tali operazioni che generalmente avvengono tutte nel mondo virtuale, ma il principio è che solo la valuta ufficiale dello Stato gode dell’esenzione IVA, mentre i vari succedanei (anche i buoni, le tessere ricaricabili, le carte di varia natura ecc.) dovranno tutti scontare l’imposta IVA.
FISCO OGGI del 6 marzo 2026 dedica un serio approfondimenti a tale problematica, il che fa pensare che all’Agenzia siano attivate tutte le attenzioni per questo nuovo spazio di rilevanza fiscale.
Magari anche il mitico “SUPER MARIO” dovrà pagare le tasse!
Gazzetta Tributaria 39, 18/03/2026
Sorry, the comment form is closed at this time.