IL PARADISO FISCALE IN CASA! (Gazzetta Tributaria N. 52/2026)

IL PARADISO FISCALE IN CASA! (Gazzetta Tributaria N. 52/2026)

52 – Una recente modifica legislativa suggerisce di valutare con attenzione l’appeal dell’Italia come paradiso fiscale!

 Spesso l’interesse, a volte malizioso, per i c.d. “paradisi fiscali” che vengono identificati come località esotiche con tassazione leggera, ed a volte inesistente, porta a tralasciare l’approfondimento della situazione reale della fiscalità nazionale

Una recentissima legge sulle PMI (L. 34/2026 art. 26) che modifica norme sulla tassazione d’impresa contiene, secondo il malcostume diffuso di nascondere nel testo norme di portata ben diversa, un richiamo all’agevolazione fiscale per il ripopolamento del Mezzogiorno che merita un commento.

Tutti ricordiamo la portata significativa della proposta della Repubblica Portoghese di quasi 15 anni fa, che offrì ai pensionati stranieri che si stabilivano in quel paese una agevolazione fiscale con la riduzione fino al 10% dell’IRPEF; la proposta venne accettata da molti pensionati tanto che poi vi è stata una marcia indietro del governo lusitano per la crescita dei prezzi, conseguente ai nuovi insediamenti, particolarmente per gli immobili.

Non è altrettanto noto, invece, che per alcuni soggetti il vero paradiso fiscale potrebbe essere il Mezzogiorno d’Italia, dato che l’art.24 ter del TUIR consente una tassazione omnicomprensiva per i pensionati stranieri che si trasferiscono in uno dei comuni del mezzogiorno (Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia) purché con popolazione non superiore a 30mila abitanti (nella formulazione precedente della norma la popolazione non doveva superare i 20.000 abitanti e la modifica – ampliamento del limite di popolazione– vale dal 2026)

L’aliquota della imposizione personale è ridotta al 7%, inferiore a qualunque aliquota di riferimento esistente in Europa! e si accompagna anche a una serie di semplificazioni formali ed esenzioni minori (niente quadro RW, niente imposta sui fondi esteri ecc.).

Quindi il cittadino straniero pensionato che trasferisca la residenza non solo in un comune sperduto dell’Aspromonte ma anche a Capri o in Costiera Amalfitana (comuni della Campania con meno di 30mila abitanti) pagherà una imposta omnicomprensiva sostanzialmente irrisoria: un vero e proprio paradiso fiscale nazionale che non esclude anche località prestigiose, dato che l’unico requisito richiesto è quello di risiedere in un centro con popolazione inferiore a trentamila abitanti.

E naturalmente la residenza in Italia consente di godere anche dell’assistenza sanitaria ed altri benefici.

Forse non c’è bisogno, per tanti stranieri che badano sostanzialmente al risparmio fiscale, di andare a cercare mete tropicali, dato che abbiamo il “mare nostrum!”

E questo senza affrontare l’incredibile vantaggio dell’imposta di donazione e successione che nella misura italiana rappresenta solamente una frazione di quanto normalmente applicato nel resto di Europa!

Oltre che per bellezza dei panorami, il paradiso (fiscale) ce lo abbiamo in casa nostra, almeno in circa metà del territorio nazionale!

 

Gazzetta Tributaria 52, 14/04/2026

No Comments

Sorry, the comment form is closed at this time.