TEMPI E METODI DEL FISCO – A CHI LA PRIMA MOSSA? (Gazzetta Tributaria n.119/2023)

TEMPI E METODI DEL FISCO – A CHI LA PRIMA MOSSA? (Gazzetta Tributaria n.119/2023)

119 – Non basta stabilire per legge una certa scadenza, è necessario che tutta la fase propedeutica a quella scadenza sia calibrata sulla nuova tempistica.

 

Ai tempi (lontani) della mia Università già si ragionava di organizzazione produttiva secondo la disciplina di “Tempi e Metodi” intendendo l’esame scomposto delle fasi del processo produttivo, per ottimizzare ed eliminare eventuali rallentamenti e tempi morti.

Dobbiamo augurarci che nella riforma che verrà dell’esigenza di coordinamento si tenga conto, perché non basta stabilire per decreto che il termine per la presentazione della dichiarazione scade alla fine del nono mese dopo la chiusura del periodo d’imposta, ma è indispensabile che vi siano anche termini cogenti ed obbligatori per l’emanazione con congruo anticipo di istruzioni, modelli e testi relativi alla citata scadenza.

Siamo in un modo certamente condizionato dalla tecnologia, dove è la disponibilità di appositi programmi che consente di adempiere a obblighi, versamenti e simili; ma un programma informatico deriva da una catena di competenze complesse tra scrittura, applicazione in software, trasmissione ai professionisti e installazione nei computer periferici; se non si rispettano i tempi di una simile catena (i famosi tempi e metodi) vi è l’impossibilità oggettiva di rispettare scadenze e limiti.

Non per nulla lo Statuto del Contribuente (L.212/2000), che pure ha oramai quasi un quarto di secolo di vita, prevede un apposito vincolo per la predisposizione di modelli e richieste: il terzo comma del’art.6 afferma che i modelli ed i servizi dichiarativi telematici devono essere messi a diposizione del contribuente almeno sessanta giorni prima del termine assegnato per l’adempimento; tale disposizione è stata spesso disattesa e abbiamo assistito a correzioni dell’ultima ora.

Con i nuovi testi, essendo ancora più limitato l’intervallo proposto tra chiusura dei conti ed obbligo dichiarativo si deve essere certi che entro giugno di ogni anno modelli, istruzioni e schede per ogni dichiarazione saranno pronti; altrimenti la catena dei tempi e metodi si inceppa e le scadenze indicate divengono come le “Grida Manzoniane”, affermazioni roboanti ma di nessun impatto sulla popolazione.

E’ certamente positivo che una delle preoccupazioni del legislatore della riforma sia stata quella di porre mano al calendario del contribuente, dandosi e offrendo ai cittadini nuove scadenze; non possiamo che augurarci che avendo fatto la prima mossa il legislatore sia intenzionato a mantenere le promesse: dichiarazioni a settembre vuol dire bilanci tutti approvati entro luglio, con tutti i dati già riscontrati; dichiarazioni entro settembre vuol dire soluzione anticipata di tutti i dubbi impositivi; dichiarazioni entro settembre vuol dire la certezza che tutte le dichiarazioni (CUD) dei sostituti d’imposta siano state trasmesse e inoltrate prima delle ferie.

La primavera tornerà quindi ad essere la stagione più temuta dai dottori commercialisti, essendo la stagione dei bilanci e delle dichiarazioni fiscali, ma sarà anche la stagione in cui si imposta il nuovo anno di attività, e non come ora che ad autunno inoltrato si stanno chiudendo le pendenze fiscali dell’anno prima.

Non rimane che aspettare la riforma che verrà!

  

Gazzetta Tributaria 119, 26/10/2023

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