; Studio Alberto Arrigoni | SPARLIAMO DI TASSE MA NON CONFONDIAMO La materia tributaria è difficile e intricata, ma a volte come il Corriere della Sera si rischia di cadere nella disinformazione ….. maliziosa. (Gazzetta Tributaria Edizione 70/2021)
 

SPARLIAMO DI TASSE MA NON CONFONDIAMO La materia tributaria è difficile e intricata, ma a volte come il Corriere della Sera si rischia di cadere nella disinformazione ….. maliziosa. (Gazzetta Tributaria Edizione 70/2021)

SPARLIAMO DI TASSE MA NON CONFONDIAMO La materia tributaria è difficile e intricata, ma a volte come il Corriere della Sera si rischia di cadere nella disinformazione ….. maliziosa. (Gazzetta Tributaria Edizione 70/2021)

70 – La materia tributaria è difficile e intricata, ma a volte come il Corriere della Sera si rischia di cadere nella disinformazione ….. maliziosa.

 

Nonostante le affermazioni del ministro Padoa Schioppa sulla “bellezza” del pagare la tasse l’argomento fiscale rimane sempre ostico, non amato e spesso comporta interpretazioni distorte e invidie latenti.

La sensazione è sempre che vi siano tanti italiani più “furbi” di me che pagano meno!

Anche il Corriere della Sera, nella versione on line del 17 novembre 2021 cade nell’equivoco con un’inchiesta a firma di Alberto Brambilla su chi paga davvero le tasse?

Certamente vi sono strozzature e anomalie, ma non si può limitare l’indagine sommaria alle risultanze delle dichiarazioni fiscali, che mano a mano stanno diventando meno significative.

Infatti una parte dell’imposizione si sposta verso le tassazioni con ritenuta a titolo d’imposta, come per esempio la maggior parte dei canoni di locazione: il reddito viene decurtato di una percentuale fissa e scompare dalla dichiarazione del percettore.

Gli interessi dei titoli a reddito fisso (BOT, BTP, obbligazioni ecc.) sono soggetti ad una ritenuta fissa e non devono essere dichiarati, e tenuto conto dell’ammontare del nostro debito pubblico si tratta di cifre importanti!

Una quota maggioritaria dei lavoratori autonomi si trova oggi tra i c.d. minimi che fino a 65mila euro di proventi non hanno obblighi fiscali, ne formali ne di versamento, realizzando quindi un reddito “esente”; la vendita della casa posseduta da più di cinque anni, sia la villetta in campagna che l’appartamento in città non dà luogo a reddito imponibile anche se viene realizzata una plusvalenza importante; senza entrare nel dettaglio tecnico che è proprio di ogni commercialista preparato e senza accostare la situazione borderline di elusione vi sono tante altre situazioni per cui alla luce del sole vengono realizzati redditi importanti ma “esentasse”.

È vero che l’art.53 della Costituzione impone il criterio di progressività dell’imposta personale, ma il sistema italiano mano a mano è andato verso forme di ritenuta alla fonte di più immediata semplicità e che non necessitano di verifiche approfondite come le c.d. ritenute secche!

Questo però può portare a conclusioni distorte come quelle formulate dal giornalista Brambilla che riferisce il totale delle imposte pagate “da dichiarazione” a quanto si evince dalle elaborazioni individuali, che tralasciano, naturalmente, le ritenute a titolo di imposta.

La ricerca delle agevolazioni fiscali è uno sport a cui sono appassionati tanti concittadini, ma non si deve ricavare da queste risultanze una generalizzazione. Dalla connotazione negativa.

Nonostante quello che si pensa i cittadini pagano le imposte e sono attenti alle formalità, tanto da stressare lo studio professionale perché quanto dovuto venga fatto per tempo (esperienza diretta!).

 

Gazzetta 70, 17/11/2021