SEPARATI IN CASA! L’AGENZIA NON VUOL DIALOGARE. (Gazzetta Tributaria n.121/2023)

SEPARATI IN CASA! L’AGENZIA NON VUOL DIALOGARE. (Gazzetta Tributaria n.121/2023)

121 – Una recentissima presa di posizione su “Fisco Oggi” dimostra la chiusura al dialogo propria dell’indole dell’AGENZIA.

 

Come ripetiamo quasi allo sfinimento, e con il rischio di annoiare i lettori (come se l’argomento che trattiamo, in genere, non sia di per se poco divertente!) un rapporto fiscale evoluto e produttivo non può prescindere dalla necessità del dialogo tra le parti.

Questo perché è molto più utile evitare contrapposizioni sterili, perché lo scambio di idee può evitare la reiterazione di errori, perché due punti di vista sono sempre meglio di uno, e infine anche perché lo imporrebbe lo Statuto del Contribuente (art. 10 – I rapporti tra amministrazione finanziaria e contribuente sono improntati al principio della collaborazione e buona fede).

Inoltre ce lo ricorda la Cassazione con la sentenza 12412 del 19 aprile 2022 e da ultimo l’ordinanza 21517 del 2023, ove si afferma che “L’Amministrazione Finanziaria è gravata di un obbligo generale di contradditorio endoprocedimentale…”

Anche nella nostra Gazzetta Tributaria di recente ricordavamo come addirittura la Corte Costituzionale, il giudice delle leggi, con la sentenza 47 del 2023 abbia tirato le orecchie al legislatore affermando che non aveva ancora provveduto a inserire nel nostro ordinamento una norma vincolante sul diritto al contradditorio endoprocedimentale come espressione del “giusto processo” (Gazzetta Tributaria n. 37/2023 con richiami).

Eppure il vizio dell’assolutismo, per cui quanto accertato dall’Agenzia non deve essere messo in discussione aleggia sempre nei comportamenti di v. XX Settembre, ed ecco che l’organo ufficiale delle Entrate, FISCO OGGI, nel numero del 30 ottobre titola, quasi trionfante:  ”Contradditorio Preventivo non c’è obbligo di attivazione” per segnalare la sentenza di una Corte di merito della Campania che limita ad alcune fattispecie l’obbligo del contradditorio di cui all’art. 12 dello Statuto del Contribuente.

Quanto citato sopra, sulle pronunce della Cassazione e sull’invito della Corte Costituzionale cade nel nulla: l’Agenzia sembra fiera di poter rimarcare che in alcuni casi può essere evitato il confronto con il contribuente, e non fa nulla se questo è affermato solo da una Corte di Merito per altro minoritaria!

In sostanza l’Agenzia è ben lieta di avere trovato un giudice, (non quello del mugnaio di Brecht!) che esclude un obbligo generalizzato di dialogo con il contribuente, retaggio di quel concetto quasi intimidatorio dell’espressione del potere assoluto che non ammette costruzione condivisa.

Ma allora tutte le richieste di dialogo, oggi, cadono nel vuoto e si deve solo sperare nella riforma che verrà per vedere accolti gli inviti della stessa Corte Costituzionale.

Eppure l’esperienza dimostra che quando vi è un dialogo approfondito, lontano da prese di posizione aprioristiche, si hanno risultati positivi, diminuiscono le occasioni di contenzioso, vengono dedicate risorse alla produzione e non semplicemente alla difesa; si realizza, quindi, quel principio di collaborazione e buona fede con cui abbiamo cominciato il pezzo.

Ma magari è solo utopia.

 

Gazzetta Tributaria 121, 31/10/2023

No Comments

Sorry, the comment form is closed at this time.