– ROTTAMAZIONE E ……BRICIOLE (Gazzetta Tributaria n.5/2023)

– ROTTAMAZIONE E ……BRICIOLE (Gazzetta Tributaria n.5/2023)

5-L’annullamento delle partite inferiori a mille euro rischia di impantanarsi in complicazioni assurde con riferimento agli enti locali.

 

Gli agenti della riscossione svolgono l’attività esattoriale a favore non solo dell’Erario che anche dei vari Enti Locali, sia per i tributi propri (TARI, IMU ecc.) che per la riscossione di multe riguardanti anche le violazioni del codice della strada.

La legge finanziaria 2023 (Legge 197/2022) dedica una decina di commi alla c.d. rottamazione delle mini cartelle, e il comma 222 afferma in genere che i carichi riferiti a tributi erariali, residuanti sino a mille euro, se affidati entro il 31 dicembre 2015 sono automaticamente annullati senza alcuna azione diretta del contribuente, ma così non è per le partite riferite ad entrate proprie degli enti locali.

Con un percorso contorto la norma arriva a specificare che per i carichi riguardanti entrate tributarie proprie degli enti locali la sanatoria, fermo restando il limite quantitativo generale dei 1.000 euro per partita, riguarderà solo interessi e sanzioni, ed addirittura, comma 228, per le violazioni del codice della strada (le c.d. multe!), la sanatoria è limitata ai soli interessi.

Quindi, per le partire riguardanti l’ente locale, a fronte di un debito che deve avere almeno 7/8 anni di iscrizione a ruolo e assomma in totale a meno di mille euro il beneficio può essere irrisorio – gli interessi su di una multa del 2015 valgono non più di un decimo del totale – ma deve essere effettuata una analisi frammentaria delle posizioni agevolabili, ed i singoli enti locali debbono assumere, entro il 31 gennaio 2023, formali deliberazioni se accettare o meno la sanatoria.

L’Agenzia Riscossione, tempestiva, ha già messo in rete i modelli con cui i Comuni e gli altri enti locali comunicheranno il rifiuto della sanatoria.

Ma poi che succederà?

Dato che il provvedimento consente di cancellale solo le briciole del debito tributario – una partita di cinquecento euro del 2010 probabilmente residuerà per 400 euro –  e che sino ad ora tale posizione non era stata azionata dalla Riscossione, avremo una nuova stratificazione di debiti tributari d’annata che potranno suggerire, tra qualche anno, un’altra rottamazione, vista da alcuni politici come il toccasana di tutti i mali e dagli esperti tributari come un placebo che nasconde ben più significative difficoltà nella riscossione delle imposte.

Per altro, pensare che con un provvedimento sia pure articolato possa essere equilibrata una situazione che ha consentito di giungere ad un arretrato di riscossione superiore a 1.000 – mille miliardi –  quando la portata di una legge finanziaria difficilmente supera i 40 miliardi, è forse utopia.

Quindi valuteremo serenamente a posteriori l’efficacia della “pulitura” degli archivi di riscossione, sapendo che comunque resteranno, negli angoli, le briciole!

 

Gazzetta Tributaria 5, 10/01/2023

 

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