LA RISPOSTA A META’ INVITA ALLA CONTESTAZIONE. (Gazzetta Tributaria n.73/2024)

LA RISPOSTA A META’ INVITA ALLA CONTESTAZIONE. (Gazzetta Tributaria n.73/2024)

73 – La risposta ad un interpello che non esaurisce la domanda rappresenta un esempio di cattivo utilizzo dello strumento informativo.

 

Pur con le limitazioni introdotte dalla nuova riforma fiscale l’interpello dell’Amministrazione, regolato dallo Statuto dei Diritti del Contribuente rappresenta un formidabile strumento per ridurre i casi di incertezza (sempre negativi nel rapporto con la Pubblica Amministrazione), ma questo è vero se la risposta riguarda tutti gli aspetti proposti all’esame!

La risposta n. 124 del 3 giugno 2024, invece affronta solo una parte del problema sottoposto e svolge un cattivo servizio all’interpellante, ed a chi vuole interpretare i comportamenti.

Un cittadino USA è residente in Italia dove lavora con un contratto a tempo indeterminato per un datore di lavoro statunitense.

Il datore di lavoro, in base alle leggi USA versa anche i contributi sanitari medicare e medical insurance e l’importo di tali contributi è stato aggiunto all’imponibile fiscale italiano (l’interpellante, essendo residente in Italia paga le imposte sui redditi in Italia).

L’interpello verte sulla possibilità di escludere dall’imponibile italiano questi contributi sanitari versati negli USA in base a leggi federali, e quindi di indicare nella dichiarazione dei redditi italiana un importo diverso da quello certificato dal datore di lavoro americano, che comprende anche i contributi sanitari.

L’Agenzia delle Entrate nel proprio parere indica la necessità di disporre di una certificazione del Fisco USA che attesti l’obbligatorietà di tali pagamenti di contributi sanitari.

Se obbligatori questi possono essere esclusi dall’imponibile italiano, mentre se il pagamento riguarda poste facoltative saranno imponibili.

La risposta appare coerente e scontata, dato che i contributi obbligatori, ovunque corrisposti non possono formare oggetto di imposizione a carico del beneficiario.

Dove invece manca la risposta dell’Agenzia è sulla possibilità di rettificare, nella dichiarazione fiscale italiana, la misura del reddito di lavoro certificato dal datore di lavoro americano (che nella sua dimensione formale USA comprende i contributi sanitari), escludendo le poste non imponibili.

La mancata risposta su tale argomento comporterà certamente o un nuovo interpello o la necessità di contestare la rettifica che sarà operata sulla dichiarazione del nostro contribuente (infatti ex art.36bis/600 i dati della dichiarazione, senza i contributi, non saranno coincidenti con i dati USA con i contributi!)

Forse siamo in presenza di una limitata applicazione del principio del contraddittorio che invece non ci stancheremo di invocare!

 

Gazzetta Tributaria 73, 08/06/2024

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