LA REALTA’ (FISCALE) ROMANZESCA! (Gazzetta Tributaria n. 94/2026)

LA REALTA’ (FISCALE) ROMANZESCA! (Gazzetta Tributaria n. 94/2026)

94 – Uno spaccato incredibile presenta la fantasia nell’evasione di tributi vari!

Riprendiamo il titolo di una famosa rubrica che i lettori meno giovani ricorderanno, rubrica che caratterizzava la “Domenica del Corriere” settimanale di punta degli anni ’60 quale supplemento del Corriere della Sera che nei momenti di più grande diffusione aveva superato i due milioni di copie vendute (erano altri tempi ma comunque un successo editoriale).

Mino Milani arricchiva ogni settimana un fatto di cronaca con ulteriori elementi e disegni, trasformando la notizia in un racconto breve ma sorprendente e fantasioso.

Certe situazioni che si possono dedurre dall’esame delle varie pronunce dei Giudici Tributari rischiano veramente di rientrare nella categoria della “realtà romanzesca” per la fantasia che si evince dal comportamento del contribuente nell’ipotizzare percorsi di evasione fiscale.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17204 del 1 giugno 2026, debitamente ripresa da FISCO OGGI del 3 luglio 2026, offre un quadro che rasenta l’incredibile: un medico che effettuava anche le visite per il rinnovo della patente (concluse con un certificato di idoneità assoggettato a bollo di € 16,00), aveva raccolto, si dice a titolo di collezione, marche da bollo usate e le utilizzava per “bollare” i certificati, evitando quindi di comperare le necessarie marche nuove, che però gli venivano rimborsate; nel delirio di evasione ha usato l’impronta della stessa marca per “autenticare” più certificati (ogni marca ha un proprio numero di serie e data di emissione).

A fronte del verbale della Guardia di Finanza che ha accertato i fatti vi è stato un iter contenzioso che si è protratto per oltre una decina d’anni, con il contribuente che avanzava le più strampalate richieste per ridurre l’onere, che ottiene in parte ragione perché l’Agenzia aveva ricompreso nell’accertamento anche annualità prescritte e alla fine perde la fase di Cassazione, con anche la condanna alle spese e al doppio contributo.

Da un lato vi è la sorpresa del vostro cronista che, nonostante i tanti anni di attività, riesce ancora a stupirsi della fantasia distorta di chi cerca di evadere a tutti i costi; dall’altro late si deve riconoscere la inventiva di chi afferma di raccogliere marche da bollo usate per collezione (ben strana questa collezione, sono tutte uguali!) per realizzare una truffa di spiccioli!

E trovato con le dita nella marmellata vuole continuare a contestare l’Agenzia, sino al Supremo Collegio.

Veramente siamo di fronte ad un caso di “realtà romanzesca” anche se riguardante un fatto negativo e truffaldino!

Gazzetta Tributaria, n. 94, 3/7/2026

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