IL GOVERNO FA .….. I FULCINI! Il decreto fiscale annunciato tre giorni fa, come approvato il 15 ottobre non c’era! Il decreto pubblicato è del 21 ottobre (una settimana dopo!) (Gazzetta Tributaria Edizione 64/2021)

IL GOVERNO FA .….. I FULCINI! Il decreto fiscale annunciato tre giorni fa, come approvato il 15 ottobre non c’era! Il decreto pubblicato è del 21 ottobre (una settimana dopo!) (Gazzetta Tributaria Edizione 64/2021)

64 – Il decreto fiscale annunciato tre giorni fa, come approvato il 15 ottobre non c’era! Il decreto pubblicato è del 21 ottobre (una settimana dopo!)

 

I nostri lettori perdoneranno il richiamo alla mia infanzia, quando la nonna con tipica espressione lombarda, davanti al monello che cercava di nascondere qualche marachella diceva “NON VORRAI MICA FARE I FULCINI!” intendendo quel tentativo, in genere maldestro e blandamente punito, di nascondere l’accaduto.

Forse potremmo dire lo stesso al Governo che prima strombazza, con tanto di comunicato stampa di Palazzo Chigi, che il decreto fiscale è stato approvato il 15 ottobre ed è in corso di pubblicazione; poi si svela che questo tanto atteso decreto (D.L. n.146 del 21 ottobre 2021) è datato una settimana dopo, entra in vigore il 22 ottobre e contiene un potpourri di provvedimenti che vanno dalla sicurezza sul lavoro ai premi agli statali, dalla cassa integrazione agli incentivi per l’acquisto di veicoli, dal contributo alla televisione della Repubblica di San Marino  al contributo per il brevetto di processi e programmi, dalla liquidazione dell’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente alla progressione di carriera, per i gradi apicali, dei cappellani militari.

In un simile guazzabuglio, per altro scritto nel modo più criptico possibile, gli argomenti squisitamente tributari sono solo quelli già indicati nella nota della Gazzetta Tributaria n. 62/2021, e cioè sostanzialmente la ripresa delle notifiche, la rateizzazione e la remissione in termine per i soggetti decaduti in passato per omissione di versamenti.

Due situazioni a tal riguardo debbono essere evidenziate.

Per quanto concerne i termini per il pagamento ordinario delle cartelle fiscali notificate dal 1 settembre 2021 al 31 dicembre 2021 questo viene elevato da sessanta a centocinquanta giorni dalla notifica, con l’avvertenza che tale termine vale anche per la richiesta di eventuali rateizzazioni ma non vale per l’impugnativa della cartella, che deve esse formalmente contestata entro 60 giorni dalla notifica. Vi potranno essere quindi cartelle notificate il 28 dicembre 2021 che potranno essere pagate entro il 27 maggio 2022, e cartelle notificate il 2 gennaio 2022 che dovranno essere saldate il 1 marzo 2022.

Situazioni identiche ma disparità di termini!

Ancora più schizofrenica appare la panoramica sulle dimensioni di tolleranze per i mancati versamenti dei piani di rateizzazioni e simili.

L’art.3 del D.L. 146 prevede la remissione in termine per i contribuenti che alla data di entrata in vigore del decreto hanno uno scaduto non superiore a 18 rate.

Tenuto conto delle varie norme succedutesi nel tempo si può affermare che l’inadempimento ha la seguente sequenza:

Piani di rateizzazione in essere all’8 marzo 2020, tolleranza ammessa di 18 rate non pagate e nuovo termine per il conteggio dei pagamenti 31.10.2021;

Piani di rateizzazione emessi dopo l’8 marzo 2020 e fino al 31 dicembre 2021: tolleranza ammessa di 10 rate non pagate e termini ordinari;

Piani di rateizzazione emessi dal 1° gennaio 2022: tolleranza ammessa di 5 rate non pagate (salvo nuovi provvedimenti che non ci stupirebbero!).

Lasciamo all’attenzione dei lettori il gioco di società di immaginare i vari incastri che tali disposizioni possono suggerire e dobbiamo ricordare con affetto la nonna ripetendo al Governo di “non fare i fulcini, che si viene scoperti!”

 

Gazzetta 64, 22/10/2021

 

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