CONDONI E ROTTAMAZIONE: NUMERI DA CAPOGIRO MA MOLTO RUMORE PER NULLA! (Gazzetta Tributaria n.43/2023)

CONDONI E ROTTAMAZIONE: NUMERI DA CAPOGIRO MA MOLTO RUMORE PER NULLA! (Gazzetta Tributaria n.43/2023)

43 – Alcuni dati numerici sulle cifre in gioco in questa primavera segnata dalle scadenze fiscali inducono a meditare con attenzione.

 Questa primavera, oltre che dalla neve tardiva e maltempo è caratterizzata dalla incombenza delle varie posizioni di agevolazione nella definizione dei rapporti tributari, la sbandierata “pace fiscale”.

Passata la sanatoria automatica delle violazioni formali siamo in attesa di verificare lo stralcio automatico delle cartelle di importo residuo inferiore a mille euro (30 aprile=2 maggio) e di decidere per la presentazione della domanda di rottamazione dei carichi esistenti.

Verranno poi le valutazioni sulle liti pendenti e le decisioni su avvisi e accertamenti.

Questo incalzare di scadenze e decisioni è accompagnato da una attenzione vigile dell’Agenzia delle Entrate che spera di poter costruire, ripulito il carico passato, una base accettabile su cui impiantare l’auspicata riforma tributario del terzo millennio.

Intanto, però, merita di essere valutata la dimensione, nominale, della situazione dei carichi pendenti attuali: siamo in presenza di cifre “stratosferiche”!

Come riferito dal direttore dell’Agenzia Ruffini il 14 aprile 2023 in un incontro ufficiale, alla presenza anche del vice ministro avv. Maurizio Leo, il carico tributario non riscosso supera 1.100 miliardi di euro! ripartito su circa 175milioni di atti.

Questo vuol dire che ogni atto vale in media più di seimila euro(!) anche se la media semplice, come insegna il famoso pollo di Trilussa, posta a risultati fuorvianti.

Questi saranno ancora più rilevanti quando con lo stralcio automatico delle cartelle fino a mille euro scenderà significativamente il numero degli atti, toccando in modo più marginale il valore residuo.

Un altro dato preoccupante è rappresentato dal numero di contribuenti cui si riferiscono i dati indicati: oltre 23 milioni, tra persone fisiche, giuridiche ed enti.

Con una evidente forzatura dobbiamo ritenere che circa un cittadino su tre ha pendenze con la Riscossione (compresi i bambini) e in media (sempre ricordando Trilussa) ognuna delle 23milioni di partite aperte vale più di 50mila euro!

Sono cifre imponenti che fanno sorgere una serie di dubbi: come mai si è potuto generare una simile massa di “incagli”, che evidentemente derivano anche da inerzia degli incaricati? Tra le cifre indicate certamente vi sono partite derivanti da fallimenti e altre procedure liquidatorie, sicuramente perse ma formalmente ancora aperte: che senso ha?

Concludiamo con una nota realistica ma preoccupante: lo stesso direttore Ruffini ha confermato che da questa rottamazione il MEF si attende un incasso di circa 12 miliardi di euro (tra l’altro diviso in rate pluriennali).

Sostanzialmente l’1% della cifra totale nominale una percentuale irrisoria che sembra quasi una presa in giro, o come dicono in Campagna “facimmo ammuina” per giustificare distorsioni precedenti coperte da una confusione a vuoto e dalle tante storture, anche criminali che l’attività esattoriale privata ha creato in passato.

Non rimane altro che sperare che di questo sconquasso nominale si tenga conto per porre le basi di una più proficua riforma della riscossione nell’ambito della generale riforma tributaria; altrimenti, come insegnava secoli fa il famoso Bardo, “molto rumore per nulla!”.

 Gazzetta Tributaria 43, 17/04/2023

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