02 Dic COLLABORAZIONE E BUONA FEDE ….. LA MODERNA ARABA FENICE FISCALE (Gazzetta Tributaria n. 195/2025)
195 – Due recentissimi intervento sottolineano come le parti del rapporto tributario siano ben lontane da una collaborazione equilibrata.
Uno dei più conosciuti aforismi del XVIII secolo di Metastasio, che viene ripreso anche da Mozart sebbene per stigmatizzare il genere femminile, è: “L’Araba Fenice, che vi sia ciascun lo dice, ove sia nessun lo sa”, per sottolineare come vi siano concetti magari sulla bocca di tutti ma difficilissimi da riscontrare nella realtà.
Forse anche la collaborazione e buonafede nei rapporti tra contribuente e Fisco, pur espressamente citati nello Statuto del Contribuente, rientra nell’ombra della mitica Araba Fenice……dove sia nessun lo sa!
Lo spunto per questa nota sarcastica deriva dalla pubblicazione sul sito dell’Agenzia, in prima pagina, il 26 novembre 2025 di un “Avviso all’Utenza” dove si riferisce che una parte delle lettere di compliance che vengono mandate in questi giorni e riguardano una possibile incoerenza tra l’ammontare dell’IVA sugli acquisti 2022 e l’IVA portata in detrazione in dichiarazione non sembrano corrette ma viziate da errori.
Ricordiamo che le lettere di compliance sono il preavviso di un successivo probabile accertamento, non semplicemente un “memo” senza conseguenze!
Risulterebbe che alcune delle lettere emesse il 24 e 25 novembre siano errate negli importi, a seguito di un conteggio solo parziale delle bollette doganali di acquisto del 2022.
Con noncuranza l’Agenzia afferma che “si scusa” dell’inconveniente (sic!), che sta accertando che cosa sia successo e comunque invita i contribuenti, nel caso siano stati interessati dalla discrepanza, ad utilizzare i canali telematici (CIVIS) per rimediare alla discrepanza.
Quindi abbiamo una situazione in cui l’Agenzia, forse per colpa di un malservizio di SOGEI, ha dei dati errati e comunica al contribuente che la sua liquidazione IVA risulta sbagliata (non è vero, vi è solo una cattiva acquisizione di dati doganali); l’incolpevole contribuente deve lui attivarsi per rimediare ad una carenza di SOGEI (e non è la prima volta che la società di informatica delle Finanze fa autogol!), con l’intervento del consulente, ricerche in archivio, utilizzo di tempo ed energie ricevendo in cambio le scuse per l’inconveniente!
Per chi come chi scrive da oltre mezzo secolo assiste i contribuenti contro la Pubblica Amministrazione viene subito in mente lo scenario a parti invertite.
Provi il nostro operatore economico a sbagliare una dichiarazione, e quando se ne accorge, magari anni dopo, chiede scusa per l’inconveniente e riparte dall’origine.
Come minimo vi saranno sanzioni, interessi, e se per caso si vuole agire attraverso una remissione in termine per causa di forza maggiore sarà, probabilmente necessario arrivare sino ai Supremi Giudici.
Altro che far finta di niente: quello che per l’Agenzia può essere un inconveniente per il contribuente diventa, nella maggior parte dei casi, il prologo di una tragedia certamente costosa: e in questi casi le scuse contano poco!
Proprio come l’ARABA FENICE: il nome lo conoscono tutti, ma nessuno l’ha mai vista!
Gazzetta Tributaria 195, 02/12/2025
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