; Studio Alberto Arrigoni | ALLA RICERCA DELLA FACCIATA PERDUTA Con vere e proprie capriole fiscali l’Agenzia delle Entrate accetta interpretazioni estensive, e compiacenti, del “bonus Facciate” (Gazzetta Tributaria Edizione 76/2021)
 

ALLA RICERCA DELLA FACCIATA PERDUTA Con vere e proprie capriole fiscali l’Agenzia delle Entrate accetta interpretazioni estensive, e compiacenti, del “bonus Facciate” (Gazzetta Tributaria Edizione 76/2021)

ALLA RICERCA DELLA FACCIATA PERDUTA Con vere e proprie capriole fiscali l’Agenzia delle Entrate accetta interpretazioni estensive, e compiacenti, del “bonus Facciate” (Gazzetta Tributaria Edizione 76/2021)

76 – Con vere e proprie capriole fiscali l’Agenzia delle Entrate accetta interpretazioni estensive, e compiacenti, del “bonus Facciate”

Uno dei benefit di maggiore appeal da parte dei contribuenti persone fisiche o delle varie strutture (condominii o comunioni) detentrici di immobili è il c.d. Bonus Facciate che permette, nella ricerca del migliore decoro urbano quale bene collettivo da agevolare, di ricevere un rimborso per il rifacimento della facciata di edifici urbani che può arrivare quasi a pareggiare il costo dell’intervento.

Come detto l’intento del legislatore è stato quella di migliorare in genere anche la qualità della vita con un abbellimento del decoro urbano e contemporaneamente rivitalizzare, in un periodo difficile, un settore in difficoltà come quello dei restauri e rifacimento intonaci.

Naturalmente dalla iniziale prospettazione: sono agevolabili gli interventi sulle facciate visibili dal suolo pubblico, con esclusione di cortili e prospetti interni, si è andati mano a mano allargando le valutazioni e rispondendo a richieste specifiche dei proprietari. (La Gazzetta Tributaria non ha mancato di rimarcare le pronunce più significative 7/2020 e 45/2021).

Forse si rischia di esagerare nella critica, ma non si può sottacere che dopo l’ammissione del beneficio alle facciate visibili solo dal mare (n. 58/2021) per par condicio di trasporto l’Agenzia ha ritenuto di ammettere all’agevolazione anche le facciate visibili solo dal treno!

Con risposta n. 805/2021, infatti, l’Agenzia ha affermato che le facciate di edifici che affaccino solo sulla sede ferroviaria sono comunque edifici che interagiscono con il suolo pubblico (la rete ferroviaria è suolo pubblico per affermazione del Codice Civile) e quindi l’abbellimento delle facciate visibili solo dal Treno è intervento agevolabile.

Il passo successivo sarà quello di valutare la velocità del treno, perché dall’alta velocità lanciata al massimo non si vedono neppure le case, ma questo non è problema di ora!

Dopo vascelli e ferrovia tocca all’autoparco e in questo caso, sorprendentemente, il beneficio viene negato, a fronte della richiesta di considerare “bonus facciate” il rifacimento, con abbellimento, del tetto di un garage interrato per la sosta di autoveicoli di uso pubblico, tetto che costituisce una piazza aperta al pubblico ed è accatastata come lastrico solare.

Sembra di intendere che prevale la valutazione geometrica della posizione della superficie oggetto di intervento, che deve essere verticale, mentre se le pareti sono inclinate o oblique restano escluse dall’agevolazione.

La risposta 816 del 15 dicembre 2021 non ammette dubbi in merito, e rischia di creare alcune perplessità perché l’architettura moderna anche se non modernissima – le case danzanti di Praga riprodotte nel titolo sono un esempio notissimo – è ricca di esempi di facciate inclinate negli edifici abitativi o pubblici, e distinguere dove finisce l’agevolazione per la facciata da abbellire e dove invece questa è possibile creerà un dibattito destinato a proseguire a lungo!

 

Gazzetta 76, 20/12/2021