UN MONDO IN BILICO TRA PASSATO E FUTURO (Gazzetta Tributaria N. 84/2026)

UN MONDO IN BILICO TRA PASSATO E FUTURO (Gazzetta Tributaria N. 84/2026)

84 – Un recente dossier dell’Agenzia riporta alla memoria un passato fiscale arcaico.

 

Nel panorama italiano della fiscalità i tributi assumono nomi diversi a seconda della funzione; alcune imposte indirette svolgono anche una attività “positiva” e non solo esattiva come l’imposta di registro (conservazione degli atti) e, una volta, l’imposta di bollo (autenticazione di scritture).

Tutti i non più giovani lettori ricordano gli atti che per avere validità dovevano essere scritti sulla carta bollata (per altro di ottima qualità).

La progressiva diffusione dei mezzi elettronici ha fatto sparire, sostanzialmente la carta bollata e la marca da bollo, eppure in questo mese di giugno l’Agenzia delle Entrate ha diffuso una guida per l’applicazione dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche, non curante delle contraddizioni in termine.

Non desideriamo annoiare i lettori sui vari problemi tecnici, ma piuttosto richiamare l’attenzione propiro sulla contraddizione: bollo su documenti elettronici.

Anche l’autore della guida sembra legato al passato: bollo sulle fatture elettroniche, come se vi fosse una marca da applicare!

L’imposta di bollo, che nel nostro ordinamento produce un gettito annuo, non indifferente di quasi 8 miliardi (l’1% del totale) rimane legata all’immagine della marca da “appiccicare”.

Si pensi che in questo scontro titanico tra imposta “antica” ed elettronica l’Agenzia, a pag. 2 della nuova guida, ci tiene a sottolineare che questo bollo “applicato” alle fatture elettroniche sia cosa diversa dal bollo “virtuale” che con apposita istanza può essere liquidato su determinati atti (tipicamente i contratti bancari o assicurativi).

Quale sia la differenza, per nostra confessione, non è dato comprendere, ma deve essere sottolineato come l’Agenzia delle Entrate attribuisca specifica importanza a questo retaggio del passato, la marca da bollo che cambia forma (da cartacea a elettronica) ma sopravvive.

Un pezzo di medioevo proiettato al futuro.

Gazzetta Tributaria, 84, 19/06/2026

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