QUANDO LA RIGIDITA’ DELLA TEORIA VINCE SUL PRAGMATISMO (Gazzetta Tributaria n. 102/2026)

QUANDO LA RIGIDITA’ DELLA TEORIA VINCE SUL PRAGMATISMO (Gazzetta Tributaria n. 102/2026)

102 – Una risposta della Direzione Centrale Contenzioso dell’Agenzia rende più farraginosa la gestione delle situazioni eccezionali.

Da anni (anche decenni) certe situazioni straordinarie dovute a catastrofi, rapporti straordinariamente complessi, interventi eccezionali nell’economia o nei rapporti civili vengono affidati a organi straordinari plenipotenziali “il Commissario di Governo”. Questa figura, concettualmente snella, spesso veramente costituita da un solo soggetto cui vengono delegati ampi poteri per gestire l’emergenza riesce a superare talune pastoie e portare in tempi “ragionevoli” a conseguire i risultati superati.

Vi sono Commissari Straordinari per le ricostruzioni post terremoti o catastrofi, per risanare inquinamenti o alluvioni, per favorire insediamenti industriali e interventi umanitari, e in genere levaste attribuzioni di poteri non possono, proprio per limiti individuali, essere esercitate da soli.

Il Commissario di Governo in genere non dispone di un apparato formale proprio ma, si avvale di strutture che gli vengono messe a disposizione dalle pubbliche amministrazioni, da enti locali, da società pubbliche.

Il rapporto che si instaura è un “comando” di personale alla struttura commissariale che deve rimborsare all’ente di provenienza il costo del personale comandato.

Sino al 2024 non vi erano problemi di valutazione IVA, ma verso la fine di quell’anno il DL. n. 131/2024 ha stabilito l’assoggettamento ad IVA del costo del prestito di personale, annullando il precedente regime di esclusione.

Un Commissario di Governo, che si avvale di personale comandato da società pubbliche si rivolge all’Agenzia delle Entrate per sapere se questo reparto di “comando” rientra nel più ampio concetto di distacco di personale o se rappresenta un ambito diverso, ancora esente da IVA secondo la dottrina precedente.

La risposta n. 142 del 13 luglio 2026 ha ribadito (e non poteva fare diversamente) che anche il pagamento del costo del personale “comandato” è soggetto ad IVA.

Quindi nascono tutti gli adempimenti e gli oneri relativi il costo del personale comandato viene aumentato del 22%, costo che la gestione commissariale verserà all’ente distaccante; questo dovrà fatturare, registrare, versare l’imposta IVA aggiunta al costo del personale.

Ma la “gestione commissariale”, il Commissario di Governo, è un ufficio istituito solitamente con decreto del Consiglio dei Ministri, non esercita direttamente un’attività economica e non dispone di proventi auto prodotti.

Quindi tutti i costi della gestione Commissariale devono essere direttamente coperti dal Consiglio dei Ministri; che si trova ora davanti ad un aggravio del 22% del costo del personale del Commissario; sarà necessario un nuovo stanziamento, l’Ente che comanda il personale riceverà un maggior flusso di entrate per IVA e dovrà versare tale maggior introito all’Erario!

Una complicazione burocratica inutile, che si riferisce tipicamente al settore pubblico e che, alla fine, è a saldo zero.

Anzi no, perché il finanziamento nazionale al bilancio UE è dato da un prelievo sul gettito IVA degli stati membri, ed avendo “gonfiato” il costo del personale nel rapporto Commissario – Ente comandante anche il contributo comunitario sarà aumentato.

Un vero pasticcio da eccesso di formalità senza alcun costrutto economico.

Ha vinto la burocrazia!

Gazzetta Tributaria n.102, 14/7/2026

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