NON C’E’ TREGUA PER I TENTATIVI DI PHISHING, ORA ISPIRATI DAL PAGURO! (Gazzetta Tributaria n.13/2026)

NON C’E’ TREGUA PER I TENTATIVI DI PHISHING, ORA ISPIRATI DAL PAGURO! (Gazzetta Tributaria n.13/2026)

13 – L’attività dei truffatori che cercano di carpire dati e password con lo schermo fittizio dell’Agenzia delle Entrate sembra in crescita esponenziale!

 

Avevamo aperto questo 2026 con un commento sull’iniziativa dei “ladri di identità” che con la scusa di procedere al rimborso di imposte (IVA o IRPEF non fa differenza) cercano di impadronirsi di dati e codici – Gazzetta Tributaria n. 1/2026 – e alla fine di gennaio torniamo sull’argomento perché la stessa Agenzia non cessa di mettere in guardia i contribuenti, e in genere i cittadini, sul rischio di truffe.

E’ indubbiamente preoccupante che l’apposito sito dell’Agenzia riporti per il solo mese di gennaio 2026 n.6 (SEI!) comunicati di warning, con i tentativi più diversi.

Evidentemente i malandrini hanno constato che usare un falso richiamo alle Agenzia delle Entrate, e l’esca del piccolo rimborso, facilita la loro deprecabile attività.

L’ultima delle segnalazioni, proprio del 29 gennaio 2026, ricorda quell’insolito animale che è il “paguro”, quello strano crostaceo che si impadronisce delle conchiglie altrui per farle diventare la propria casa, simbolo di chi approfitta dell’attività di altri a proprio vantaggio.

Pare che una organizzazione commerciale in concomitanza delle comunicazioni ufficiali dell’Agenzia sulla iscrizione delle nuove partite IVA si intrufoli in questi canali e accessi per proporre programmi e proposte commerciali per un fantomatico “adeguamento” ad un regolamento Europeo GDPR.

E’ evidente che gli offerenti sfruttano l’effetto traino della comunicazione ufficiale dell’Agenzia per presentarsi all’attività della nuova partita IVA, facendo credere che il loro “servizio” sia obbligatorio.

Oltre tutto non si tratta di estorsioni rilevanti, perché vengono chiesti meno di 500 euro l’anno di “abbonamento”.

E’ invece preoccupante che le informazioni (si era detto che la rete Internet è come una spugna che assorbe tutto e può restituire tutto!) possano essere di facile accesso, e quindi, novello “paguro cartaceo” i truffatori entrino e usino il veicolo dell’Agenzia delle Entrate, che per legge deve gestire l’Anagrafe Tributaria, per svolgere la loro deprecabile attività.

Certamente sarà necessaria la massima attenzione verso tutte le comunicazioni che arrivano, e per parte nostra saremo attenti (speriamo) nel segnalare tutti i casi di cui veniamo a conoscenza.

Magari con anche altri richiami naturalistici, come facciamo ora con il PAGURO FISCALE!

Gazzetta Tributaria 13, 03/02/2026

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