MARIA TERESA A CONFRONTO CON IL CATASTO ATTUALE (Gazzetta Tributaria n. 80/2026)

MARIA TERESA A CONFRONTO CON IL CATASTO ATTUALE (Gazzetta Tributaria n. 80/2026)

80 – Un sistema obsoleto viene criticato dall’interno del sistema statale.

 Oltre quarant’anni fa Gianni Granzotto pubblicava un gradevole romanzo storico “MARIA TERESA, MARIA TERESA!” sulle relazioni di un giovane funzionario dell’Impero Austrungarico incaricato di verifiche catastali e di confine dei terreni mantovani.

La memoria di quel titolo è apparsa subito viva quando l’ex Avvocato Generale dello Stato Giovanni Fiengo ha pubblicato un’acuta critica, pienamente condivisibile, del sistema catastale italiano su Il Sole 24 Ore del 10 giugno 2026.

Solo in alcune, limitate parti di Italia (zone del nord-est Trentino e Friuli) è ancora in vigore il sistema catastale tavolare di origine austrungarica, che impone per ogni trasferimento la verifica del reale stato e del valore dell’immobile, contrariamente a quanto richiesto per il resto d’Italia che si affida alle astratte rendite decise normalmente a tavolino.

L’Unione Europea ha più volte sollecitato il nostro paese a mettere ordine nel sistema catastale, ma vi sono resistenze palesi e soprattutto riservate che propendono per la prosecuzione dell’attuale stato di “imprecisione”: uno stabile conserva magari per anni un valore ipotetico, storico, che non ha alcun legame con il mercato, perché le procedure di aggiornamento sono macchinose e le varie Direzioni delle Agenzie delle Entrate – Territorio sono particolarmente restie ad instaurare un dialogo con i contribuenti.

Infatti, per nella vigenza dello Statuto del Contribuente per le pratiche catastali non è previsto alcun contradditorio obbligatorio, e l’unico modo per dialogare con l’Agenzia è l’instaurazione di un procedimento contenzioso che come ricorda l’avv. Fiengo è ricco di ostacoli procedurali e formali tanto da intasare il meccanismo dell’aggiornamento.

Eppure il sistema reagisce ad ogni tentativo di ammodernamento (nonostante questo venga sollecitato anche dall’Unione Europea) e assistiamo alla surreale valutazione di proprietà alla moda in montagna che riportano rendite da “ruderi”, o nelle città case ex di ringhiera che rimangono a valori ottocenteschi pur essendo disputate sul mercato a prezzi stratosferici.

Forse anche l’avv. Fiengo ricorda i fasti dell’Impero di Maria Teresa quando conclude il suo commento segnalando che nell’Agenzia, a volte prevale il desiderio di mantenere i pennacchi evitando di attuare riforme necessarie e mantenendo sistemi che lasciano il tempo che trovano.

Ma come il protagonista del romanzo di Granzotto citato all’inizio anche noi, novelli imperial regi geometri, dobbiamo operare con gli strumenti che abbiamo!

Gazzetta Tributaria, 80, 11/06/2026

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