I PROBLEMI FISCALI DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE SONO TRADIZIONALMENTE RISOLTI DALL’AGENZIA (Gazzetta Tributaria n. 131/2026)

I PROBLEMI FISCALI DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE SONO TRADIZIONALMENTE RISOLTI DALL’AGENZIA (Gazzetta Tributaria n. 131/2026)

131 – Una risposta a quesito “ordinaria” interviene su di un aspetto innovativo legato all’intelligenza artificiale.

 Oltre che in teoria – il fascino del nuovo e della potenza .….. illimitata……. dell’elaborazione elettronica dei dati – il c.d. mondo dell’Intelligenza Artificiale presenta anche aspetti pratici: necessità di grandi data center come edifici in cui alloggiare i computer; consumo spropositato di energia e di acqua di raffreddamento; difesa dei dati e degli apparati ecc.

Naturalmente tutti questi risvolti hanno anche una diretta interferenza con gli adempimenti tributari nelle sue più varie sfaccettature; per le varie prestazioni di servizi si deve stabilire natura, collocazione e tassazione di questi aspetti e così via.

Questo è l’argomento della risposta n. 175 che il 17 settembre 2026 viene emessa dalla Direzione Centrale Normativa dell’Agenzia e che commentiamo per primi.

Il quesito è stato relativamente semplice: una società straniera di servizi generali, data center, cloud hosting e così via ha una sede secondaria in Italia che opera tramite propri server che sono inseriti in appositi capannoni di proprietà di un altro gruppo, non collegato al primo, in base a specifici contratti; la proprietaria degli immobili fornisce alla società di data center spazi, energia elettrica, custodia, manutenzione generale e quant’altro necessario per far funzionare i server della prima società.

In Italia non vi sono dipendenti della società di AI, perché i suoi server sono tutti gestiti da remoto da tecnici stranieri.

I quesiti posti all’Agenzia riguardavano la territorialità dei servizi prestati/ricevuti e l’aliquota IVA applicabile ai corrispettivi pattuiti tra la società proprietaria dell’immobile e la società proprietaria dei server.

Con una articolata risposta, che occupa 10 pagine, l’Agenzia citando anche regolamenti e pronunce dell’UE conclude che ai fini della territorialità vince la collocazione fisica dei beni – i server – che ricevono i servizi, e quindi siamo in presenza di operazioni nazionali; ai fini della qualificazione dei servizi prestati anche se vi è una componente di collocazione in fabbricati e di utilizzo di strutture immobiliari siamo in presenza di prestazioni di servizi connessi al godimento di immobili, e quindi i corrispettivi non possono godere né delle esenzioni né delle aliquote agevolate previste per il mondo immobiliare, ma questi corrispettivi devono essere sottoposti ad aliquota IVA ordinaria.

Per cui anche nel mondo dell’AI vince la tradizione e pur nel nuovo mondo la fiscalità segue i caratteri ordinari!

Per i conservatori una boccata di ossigeno e un rallentamento della rivoluzione tecnologica.

 

Gazzetta Tributaria 131, 18/9/206

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