04 Mar ANCHE RIMEDIARE ALL’ERRORE E’ STRADA IN SALITA! (Gazzetta Tributaria n. 31/2026)
31 – L’Agenzia delle Entrate delinea un percorso per recuperare le ritenute “tardive” e sembra di essere sulle montagne russe.
Cominciamo a descrivere la situazione da cui trae origine quello scenario decisamente complesso che sarà poi oggetto delle nostre considerazioni, legate alla profonda conoscenza delle complicazioni delle forme di gestione delle dichiarazioni fiscali.
La Guardia DI Finanza effettua una verifica relativa all’anno 2022, presso una società (B) che aveva contabilizzato e pagato fatture, emesse da un’altra società (A), per “ricerche di mercato”; alla fine della verifica la G.d.F. identifica le prestazioni acquistate come procacciamento d’affari e quindi commina rettifiche e sanzioni. La società (B), verificata, accetta il PVC, riqualifica le prestazioni ricevute come intermediazione per cui sono state pagate provvigioni, e versa le ritenute a carico della società (A), art.25bis/600.
Questa è una società di persone che pertanto deve ribaltare le ritenute subite ai soci, ma nel frattempo sono passati alcuni anni.
Con risposta ad interpello n. 22 del 27 febbraio 2026 l’Agenzia delle Entrate delinea il percorso corretto per giungere alla “sistemazione” dell’intera posizione, e le risultanze fanno venire le vertigini!
Dato che la verifica riguardava provvigioni (così riqualificate) pagate nel 2022 e 2023 e ora certificate con l’emissione (tardiva) delle CU, devono essere ripresentate le dichiarazioni integrative Unico SP della società per tutti gli anni interessati che recepisca l’esistenza delle ritenute subite e la traslazione ai soci.
Anche i soci, persone fisiche dovranno ripresentare dichiarazioni integrative (Unico PF) per detti anni che evidenzino questi nuovi crediti (e come minimo si tratta di 6 dichiarazioni integrative da gestire!).
Poi sorge uno scostamento temporale, perché una norma di legge (art.2 comma 8 bis DPR 332/98) prevede che i crediti derivanti da dichiarazioni integrative potranno essere utilizzati in compensazione per pagare le imposte dal periodo successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione integrativa: supponendo quindi che a seguito della risposta citata le dichiarazioni integrative dei soci vengano presentate quest’anno il recupero del credito che scaturisce dalle nuove ritenute sarà spendibile solo nel periodo di imposta successiva e quindi, in sostanza, nel 2028 (con riferimento alla dichiarazione 2027).
Le società sono in ballo da almeno 6 anni, e non è detto che i percorsi (quando si presentano dichiarazioni integrative si riaprono termini e scadenze!) siano esauriti, dato che potranno svolgersi verifica anche nei prossimi anni.
Certamente è meglio avere un credito da far valere piuttosto che un debito da saldare, ma in ogni caso si tratta di essere costretti a mantenere una situazione di incertezza formale che non concorre a rasserenare l’atmosfera economica.
E oii si sbandiera il FISCO AMICO
Gazzetta Tributaria 31, 04/03/2026
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